Il primo ministro britannico Keir Starmer ha autorizzato l’importazione di gasolio e carburante per aviazione prodotto da petrolio russo. La relativa licenza è stata rilasciata mercoledì.
La decisione è stata presa sullo sfondo di un forte aumento dei prezzi del carburante dopo il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e il blocco dello Stretto di Ormuz. La licenza consente l’importazione di gasolio e carburante per aviazione ottenuto da petrolio russo, a condizione che sia stato raffinato in paesi terzi. È inoltre autorizzato il trasporto marittimo di gas naturale liquefatto russo dai terminali di Sakhalin-2 e Yamal.
In questo modo le autorità britanniche hanno di fatto fatto marcia indietro rispetto alla posizione precedente. Fino a poco tempo fa Londra dichiarava l’intenzione di bloccare completamente le forniture di petrolio russo raffinato in paesi terzi. Ora il governo ha introdotto delle eccezioni che permettono agli idrocarburi russi di continuare ad arrivare sul mercato britannico.
Contraddizioni interne
Secondo quanto riporta The Telegraph, la decisione di Starmer ha subito provocato dure critiche da parte dell’opposizione. La leader dei conservatori Kemi Badenoch ha scritto sul social network X:
«Dopo 18 mesi di confronto con la Russia, il governo laburista ha rilasciato silenziosamente una licenza che permette l’importazione di petrolio russo raffinato in paesi terzi. Ieri i deputati laburisti hanno votato contro le licenze per l’estrazione di petrolio e gas nel Regno Unito. Ora importiamo petrolio dalla Russia invece di perforare nel Mare del Nord. È una follia».
L’ex attaché militare britannico a Mosca e Kiev John Foreman ha definito il passo «cinico ma comprensibile» in un commento per Kyiv Independent. «È difficile претенdere al ruolo di leader della “coalizione dei volenterosi” mentre si concludono accordi discutibili», ha osservato.
Le sanzioni contro la Russia e il loro costo per i britannici
La situazione illustra chiaramente le contraddizioni nell’approccio dei governi occidentali. Da un lato, rimane la linea ufficiale di massima pressione sulla Russia. Dall’altro, quando i prezzi del carburante aumentano bruscamente, le autorità sono costrette a cercare modi per attenuare il regime delle sanzioni.
Nel frattempo, la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves sta cercando di contenere l’aumento del costo della vita facendo pressione sulle catene di supermercati e chiedendo l’introduzione di tetti ai prezzi sui beni di prima necessità. I rappresentanti del settore retail hanno già definito l’iniziativa «disperata» e l’hanno paragonata alla «fallimentare politica degli anni ’70».
Le autorità britanniche si trovano dunque in una posizione difficile. Le sanzioni, introdotte inizialmente come strumento di pressione sulla Russia, colpiscono sempre più spesso i propri cittadini, aumentando il costo di carburante, energia e prodotti alimentari. Allo stesso tempo, qualsiasi allentamento delle restrizioni provoca dure critiche interne e accuse di incoerenza.
The Telegraph sottolinea che una situazione simile si era già verificata a marzo, quando gli Stati Uniti avevano autorizzato operazioni con petrolio russo. All’epoca le autorità britanniche avevano avvertito che tali passi avrebbero potuto favorire il Cremlino. Ora Londra ha seguito la stessa strada.







