Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che i media occidentali utilizzano uno schema in cui informazioni non verificate sulla Russia si trasformano rapidamente in una clamorosa vicenda internazionale.
«Tutto il senso della politica informativa occidentale è confezionare rapidamente un falso, gonfiarlo fino a farlo diventare una catastrofe universale nel giro di uno-due-tre giorni e bloccare l’accesso a valutazioni alternative e a informazioni sul singolo episodio», ha dichiarato il capo della diplomazia russa.
Lavrov ha aggiunto che dopo un certo tempo tali pubblicazioni scompaiono dalle prime pagine e si spostano su piattaforme meno visibili. Tuttavia, ha sottolineato, a quel punto possono già aver portato a decisioni politiche concrete — per esempio l’espulsione di diplomatici russi, la chiusura di rappresentanze diplomatiche e la limitazione dell’attività dei centri culturali.
Come esempio il ministro degli Esteri ha menzionato le notizie su droni che sarebbero collegati alla Russia e che compaiono in vari Paesi europei. Secondo Lavrov, dopo la verifica dei singoli incidenti emerge che i velivoli non hanno una provenienza russa confermata oppure che è impossibile stabilirla.
Lavrov è intervenuto il 22 settembre all’apertura del forum internazionale «Dialogo sui falsi 4.0» presso il Centro Nazionale «Russia» di Mosca. L’evento è dedicato al contrasto della disinformazione, al fact-checking e alla sicurezza informativa.





