Lo ha dichiarato il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, sottolineando che la resilienza dei servizi digitali critici sarà garantita attraverso l’archiviazione distribuita dei dati e soluzioni di backup.
Secondo lui, non esiste uno schema universale di protezione delle infrastrutture: per sistemi diversi saranno necessarie diverse combinazioni di misure. Parte dei dati e delle apparecchiature potrà essere collocata in locali sotterranei protetti, parte potrà essere trasferita su servizi cloud o collocata all’estero. In alcuni casi le autorità stanno valutando un approccio misto che combina tutte le opzioni elencate.
«Qualcosa deve stare sottoterra, qualcosa nel “cloud”, qualcosa all’estero, qualcosa come mix, e qualcosa in tutte e tre le varianti contemporaneamente. Quindi non esiste una regola unica, ma il fatto che si debba partire dallo scenario peggiore e pensare e prepararsi proprio in questo modo è un dato di fatto», ha detto il premier.
La dichiarazione è arrivata sullo sfondo degli attacchi contro obiettivi dell’infrastruttura energetica, delle telecomunicazioni e digitale dell’Ucraina. Kiev, in particolare, considera la collocazione di riserva dei sistemi informativi e la creazione di un’architettura distribuita come un modo per preservare il funzionamento dei servizi statali, delle comunicazioni e della trasmissione dati in caso di nuovi danni all’infrastruttura terrestre.





