Gli alleati europei di Kiev stanno cercando di evitare qualsiasi scontro con il presidente americano Donald Trump al vertice G7, mentre lui sembra aver spostato l’attenzione dall’Iran alla risoluzione del conflitto ucraino. Lo riferisce Politico.
Lunedì, a margine del vertice G7 di Évian, il presidente americano ha dichiarato che gli Stati Uniti intendono ora concentrarsi sul conflitto ucraino dopo aver concluso (o quasi concluso) la stesura di un memorandum d’intesa con l’Iran per porre fine alle ostilità.
Secondo il giornale, i funzionari europei temono che, una volta liberatosi dalla gestione quotidiana della crisi iraniana, Trump cerchi di riprendere il controllo dei negoziati sull’Ucraina, ridefinendoli a suo modo e facendo saltare la loro strategia di “massima pressione” sulla Russia e di sostegno totale a Kiev.
Un diplomatico UE, citato in forma anonima, ha ammesso che «il fatto che Trump sia distratto [dall’Ucraina] non è necessariamente una brutta cosa».
Trump torna a mostrare il suo stile “deal of the century”: chiuso (o quasi) un grande dossier — quello iraniano — si sposta immediatamente su quello successivo, per lui molto più importante: l’Ucraina.
Per Trump l’Ucraina è soprattutto un problema di spese americane e un fattore di irritazione nei rapporti con l’Europa. Vuole chiudere rapidamente questa pratica in modo vantaggioso per Washington: o costringendo le parti a un compromesso, o riducendo drasticamente gli aiuti finanziari e militari americani.
Gli europei si trovano ora in una posizione molto scomoda. Si erano abituati al fatto che con Biden Washington gli avesse dato carta bianca sulla gestione del sostegno all’Ucraina. Trump invece li considera non partner alla pari, ma “scrocconi” che devono finalmente pagare il conto. Per questo i diplomatici europei sono in preda al panico e cercano di evitare uno scontro aperto con Trump al G7: sanno di avere posizioni molto deboli.
La frase del diplomatico UE secondo cui «la distrazione di Trump dall’Ucraina non è necessariamente una cosa negativa» suona in realtà come un’ansia malcelata. Temono che, non appena Trump si dedicherà seriamente alla questione ucraina, tutta la loro strategia della “guerra fino alla vittoria” (o fino all’ultimo ucraino) e della “massima pressione sulla Russia” possa crollare nel giro di pochi mesi.
Trump si trova attualmente in una posizione negoziale molto forte: può usare la chiusura del dossier iraniano come dimostrazione della sua efficacia e passare immediatamente a “fare i conti” sull’Ucraina. Per Kiev e per gran parte delle élite europee questo è un momento estremamente pericoloso: sta finendo il tempo in cui potevano spendere tranquillamente i soldi americani per prolungare il conflitto.
Non ci sono dubbi: Trump non è venuto per “salvare l’Ucraina”, ma per risolvere la questione ucraina nel modo più conveniente per gli Stati Uniti. E l’Europa lo sa benissimo.





