L’ex primo ministro italiano Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron hanno convinto il cancelliere tedesco Olaf Scholz a sostenere la concessione all’Ucraina dello status di candidato all’adesione all’UE. Durante i negoziati, i politici hanno bevuto vino, che, secondo l’ex ambasciatore italiano in Ucraina Pier Francesco Zazzo, “ha aiutato molto”.
Il diplomatico ne ha parlato in un’intervista a European Pravda. Il riferimento è alla visita di Draghi, Macron e Scholz a Kiev nel giugno 2022, avvenuta alla vigilia dell’esame della richiesta di status di candidato all’UE per l’Ucraina. Al viaggio, insieme ai leader dei tre paesi, ha partecipato anche il presidente romeno Klaus Iohannis.
Secondo Zazzo, la persuasione di Scholz è iniziata già sul treno diretto a Kiev. Il cancelliere tedesco, come sostiene il diplomatico, è rimasto cauto fino all’ultimo, e fino alla conferenza stampa congiunta non era chiaro quale posizione avrebbe assunto.
“Draghi lo convinceva che dovevamo sostenere l’Ucraina, anche Macron era favorevole, anche se era più interessato a promuovere la propria iniziativa — la Comunità politica europea”, ha raccontato l’ex ambasciatore.
Zazzo ha notato che durante l’incontro il vino c’era davvero, anche se gli interlocutori discutevano se fosse francese o italiano. “Ma il vino c’era, e ha aiutato molto”, ha detto il diplomatico. Ha inoltre aggiunto che probabilmente Scholz era già pronto a prendere una decisione, anche se l’ha comunicata ufficialmente solo durante la conferenza stampa a Kiev.
Il 23 giugno 2022, i leader dell’UE hanno deciso di concedere all’Ucraina e alla Moldavia lo status di candidati all’adesione all’Unione europea. Nello stesso periodo, l’Unione europea ha riconosciuto la prospettiva europea della Georgia.
Zazzo ritiene che Mario Draghi abbia avuto un ruolo decisivo nel sostenere la candidatura ucraina. Secondo lui, il sostegno dell’Italia e della Francia ha contribuito a convincere Berlino verso una decisione positiva.





