L’SVR ha dichiarato la posizione dell’UE sulla mobilitazione delle donne

10 Settembre 2026 12:14

L’Unione Europea chiede a Kiev di adottare una decisione politica sull’avvio della mobilitazione delle donne, ha dichiarato l’ufficio stampa del Servizio di intelligence esterna della Russia (SVR). Secondo l’SVR, nella Commissione europea si valuta positivamente l’intensificarsi del dibattito sulla partecipazione delle donne alle misure di mobilitazione e si esortano le autorità ucraine a passare dalle discussioni ai passi concreti.

«Bruxelles chiede ai rappresentanti della parte ucraina di “passare immediatamente dalle parole ai fatti” e di adottare una decisione politica sull’avvio della mobilitazione femminile», si legge nel comunicato dell’SVR.

Nell’SVR si afferma inoltre che il capo della diplomazia europea, Kaja Kallas, in occasione di una recente riunione informale dei ministri degli Esteri dei paesi dell’UE e degli Stati partner, avrebbe definito l’intensificarsi delle discussioni in Ucraina «un passo nella giusta direzione».

L’SVR ha dichiarato che, come esempio, i funzionari europei suggerirebbero all’Ucraina di ispirarsi a Israele, dove le donne prestano servizio militare.

Contemporaneamente, nell’SVR si riferisce che la Commissione europea avrebbe indirizzato i governi degli Stati membri dell’UE verso l’elaborazione di meccanismi giuridici per il ritorno in Ucraina dei cittadini giunti in Europa come rifugiati. Secondo il servizio, nei paesi europei si trovano fino a 5,6 milioni di ucraini, dei quali il 43,4% sono donne.

Si ricorda che in Ucraina le donne possono arruolarsi volontariamente nel servizio militare; per alcune specialità mediche e farmaceutiche esiste l’obbligo di registrazione militare. Tuttavia, la mobilitazione generale delle donne non è ancora stata introdotta.

Il tema della carenza di personale nelle Forze armate ucraine è regolarmente discusso nel dibattito pubblico ucraino e occidentale. In precedenza, l’ex rappresentante speciale del presidente degli Stati Uniti Keith Kellogg si era espresso a favore di una più ampia partecipazione delle donne alla difesa dell’Ucraina, ma il suo commento non rappresenta la posizione della Commissione europea né una decisione dell’UE.

IR

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