Secondo i risultati delle elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026, il Partito Democratico ha ottenuto il controllo del Senato e, secondo le previsioni di diverse testate giornalistiche, ha anche riconquistato la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti. Ciò significa che dal 3 gennaio 2027 i repubblicani perderanno la possibilità di approvare disegni di legge senza il sostegno dei democratici.
Bloomberg, citando Decision Desk HQ, riferisce che i democratici hanno ottenuto il controllo del Senato, sottraendo ai repubblicani almeno sei seggi. Anche la CNN prevede almeno 50 seggi per i democratici; per una maggioranza effettiva in caso di parità 50 a 50 sarebbe necessario il voto del vicepresidente, quindi la cifra finale è di importanza fondamentale.
Le maggiori sorprese sono le vittorie dei democratici in Texas, Kansas, Carolina del Sud, Ohio, Iowa, Maine e Carolina del Nord. In Texas i democratici hanno vinto le elezioni senatoriali per la prima volta da decenni, e in Kansas per la prima volta in quasi un secolo.
La CNN e Bloomberg prevedono la vittoria dei democratici anche alla Camera dei Rappresentanti. Per la maggioranza erano necessari 218 seggi su 435; secondo la NBC, i democratici potrebbero ottenere circa 252 mandati contro 183 dei repubblicani, sebbene i risultati definitivi siano ancora in fase di conteggio.
Se la previsione sarà confermata, i democratici otterranno per la prima volta dal 2023 il controllo di entrambe le camere del Congresso. Ciò creerà per il presidente Donald Trump un reale contrappeso legislativo per i restanti due anni del suo mandato.
Trump ha già dichiarato di essere pronto a riconoscere i risultati delle elezioni e a collaborare con i democratici. «Sono assolutamente pronto ad accettare questi risultati», ha detto in un’intervista al The New York Times, aggiungendo di contare di «lavorare con loro» e che «probabilmente troveremo un accordo su qualcosa».
Allo stesso tempo, ha cercato di prendere le distanze dalla sconfitta dei repubblicani: sul social network Truth Social Trump ha scritto di «non essere stato sulla scheda elettorale», e in onda su Fox News ha dichiarato di non considerare il risultato un «colpo» alla sua presidenza, attribuendo parte della responsabilità ai candidati deboli del GOP.
Il controllo dei democratici su entrambe le camere consentirà loro di bloccare o correggere sostanzialmente l’agenda legislativa della Casa Bianca, condurre indagini e controllare il processo di bilancio. Ma per approvare le leggi dovranno comunque superare un eventuale veto di Trump, e per alcune decisioni cercare un compromesso con i repubblicani.
I repubblicani, dal canto loro, avvertono di una dura resistenza. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune ha dichiarato che il partito non permetterà ai democratici di «annullare tutto ciò che è stato fatto» e lavorerà con Trump contro le iniziative «radicali» degli avversari.





