Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha contattato personalmente i comandanti militari americani in Medio Oriente, Europa e Asia per ottenere una valutazione imparziale dell’andamento della guerra con l’Iran, riferisce The New York Times citando funzionari attuali ed ex dell’amministrazione.
Secondo il giornale, durante consultazioni a porte chiuse nella primavera e nell’estate del 2026, i militari hanno espresso al vicepresidente una seria preoccupazione per lo stato delle scorte di munizioni critiche, in primo luogo dei missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot.
Secondo la valutazione del Center for Strategic and International Studies (CSIS), dall’inizio del conflitto gli Stati Uniti hanno consumato circa il 65% delle scorte prebelliche di intercettori Patriot — da circa 2.330 a 750–850 unità entro luglio 2026. Altre fonti stimano il consumo in oltre 1.000–1.430 intercettori, il che lascia nell’arsenale meno di 1.700 unità, e in alcuni teatri operativi alla fine della primavera restavano meno di 100 missili Patriot.
Parallelamente si sono ridotte le scorte di altri sistemi chiave: secondo il CSIS, gli Stati Uniti hanno perso quasi l’80% delle scorte di THAAD e una parte significativa degli intercettori navali SM-3/SM-6, oltre a ridurre seriamente gli arsenali di ATACMS, Tomahawk, JASSM e PrSM.
I comandanti hanno avvertito Vance che un ulteriore trasferimento di armamenti verso il Medio Oriente potrebbe indebolire la capacità degli Stati Uniti di dissuadere Cina, Russia e Corea del Nord, poiché le scorte di alcune munizioni critiche si trovano al livello più basso della loro storia.
Vance ha inoltre richiesto dati dettagliati su ciò che rimane nei depositi dei comandanti e su come ulteriori spedizioni nella regione influenzeranno la posizione globale di deterrenza.
Nonostante i programmi annunciati di produzione accelerata e i nuovi contratti da centinaia di milioni di dollari, i ritmi di produzione degli intercettori non riescono a compensare il consumo all’attuale livello di intensità delle operazioni. Secondo le stime del NYT, potrebbero volerci più di due anni per ripristinare le scorte di Patriot.
Le notizie sull’esaurimento delle scorte di Patriot e di altri missili sono diventate una delle ragioni di un’indagine interna sulle fughe di notizie: circa 50 dipendenti del Joint Chiefs of Staff sono stati sottoposti a test con il poligrafo dopo le pubblicazioni sulla carenza di armamenti. Sullo sfondo di questi dati, Vance, commentando le prospettive di fine della guerra con l’Iran, ha ammesso di non poter indicare i tempi di conclusione del conflitto.





