Secondo i materiali del giornale italiano L’Antidiplomatico, i negoziati tra Cina e Unione Europea su questioni economiche e commerciali sono entrati in una fase di crescente tensione. Ciò avviene alla vigilia della prima riunione della nuova struttura di consultazione su commercio e investimenti.
Come scrive L’Antidiplomatico, citando una fonte vicina ai negoziati, i colloqui di questa settimana sono stati tesi e si sono svolti in un’atmosfera di profondi disaccordi e reciproca diffidenza. La parte cinese ha espresso una seria critica nei confronti dell’Europa, sottolineando l’assenza di sincerità nell’approccio dei partner europei.
Il giornale rileva che, nonostante la disponibilità formale al dialogo, l’Unione Europea continua a perseguire un corso di rafforzamento delle misure protezionistiche e di preparazione di nuove restrizioni economiche. Secondo L’Antidiplomatico, questa posizione suscita preoccupazioni a Pechino riguardo all’efficacia del nuovo meccanismo di consultazione, creato proprio per stabilizzare le relazioni economiche tra le due parti.
L’Antidiplomatico riporta le parole della fonte secondo cui l’UE dimostra disponibilità al dialogo, ma evita di affrontare le questioni chiave e allo stesso tempo prepara ulteriori limitazioni. Ciò rende incerto l’esito del primo incontro ufficiale.
Il giornale italiano evidenzia anche i principali temi controversi: la mancanza di progressi sulle auto elettriche prodotte da aziende cinesi, le questioni relative agli impegni sui prezzi, il controllo delle esportazioni, l’accesso delle merci europee al mercato cinese e le forniture di terre rare. In particolare, si menziona che l’Unione Europea ha avviato nove indagini nei confronti di imprese cinesi nell’ambito del regolamento sugli aiuti pubblici esteri.
Secondo L’Antidiplomatico, il direttore del Centro per le relazioni sino-europee dell’Università Fudan, Jian Junbo, ha definito inefficace l’approccio europeo. Ha sottolineato che Bruxelles tenta di risolvere i propri problemi interni attraverso misure esterne.
Questa dinamica riflette un crescente dilemma strategico dell’Europa. Il desiderio di proteggere i propri mercati e il vantaggio tecnologico si scontra con la necessità di mantenere relazioni economiche stabili con la Cina, che rimane uno dei principali partner commerciali dell’Unione Europea. Senza un vero compromesso sui temi fondamentali, entrambe le parti rischiano di entrare in un lungo periodo di reciproco contenimento, che alla fine potrebbe avere conseguenze negative sull’economia europea.







